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lunedì 7 marzo 2016

Isabella del Balzo, regina di Napoli


Isabella del Balzo

presunto ritratto di Isabella del Balzo
Isabella del Balzo visse a cavallo tra il XV° e il XVI° secolo e fu la classica Regina per caso ( Cesarina Casanova, Regine per caso, donne al governo in età moderna, Ed.Laterza, 2014).Isabella del Balzo d’Aragona (1468 –1533), fu regina di Napoli per brevissimo tempo. Contrariamente a molte sue contemporanee, fu moglie felice e fedele, non ci furono chiacchiere o voci di tradimenti, o altri comportamenti particolari, da parte nessuno storico, e dovette cedere il trono solo davanti alla resa del marito, ultimo Re aragonese, e al suo esilio. Siamo nel regno di Napoli, dal 1440 è governato dagli Aragona: fu conquistato da Alfonso I°, già re di Sicilia.. Ma il regno non trovava pace, aggredito da ogni parte dalle potenze dell’epoca, Francia e Spagna, il sacro romano Impero, Papato, Repubblica di Venezia che costituivano leghe e alleanze per abbatterlo e conquistarlo, salvo poi a litigare tra loro per la divisione delle spoglie, come i peggiori briganti. Gli Aragonesi, con i re Ferrante ( diminutivo di Ferdinando), figlio di Alfonso I°, Alfonso II° e Ferrandino, ( Ferdinando II°), come fecero i Normanni prima di loro, combatterono contro tutti, ma non potevano farcela, erano circondati non solo da nemici esterni, ma anche e soprattutto interni, dai baroni che si schieravano ora con uno ora con altri, ma insieme contro il trono. La capitale comunque non era una preda facile da prendere, ben protetta dalle alte mura, dai castelli che controllavano gli accessi alla città sia da terra che da mare. Ne sapeva qualcosa anche Alfonso I°, che aveva preso la città solo con l’inganno, attraverso cunicoli e fogne. Isabella era pugliese, figlia di Pietro del Balzo, duca di Andria e principe di Altamura, morto ucciso nel 1491, e di Maria Donata del Balzo Orsini, duchessa di Venosa. Pietro era Gran Connestabile del Regno di Napoli. Non ci sono descrizioni sull’aspetto fisico di Isabella, ma il dipinto che la raffigura ci mostra un volto dai lineamenti regolari, capelli neri raccolti, una tranquilla bellezza dell’epoca. Il 28 novembre 1486 Isabella aveva sposato Federico, fratello di Alfonso, duca di Calabria e erede al trono, e perciò non era destinato a regnare. Il matrimonio appariva felice, dall’unione erano nati cinque figli, mentre Federico aveva avuto già una figlia da un precedente matrimonio. La guerra per conquistare quei territori continuava tra alti e bassi, già nel 1495 Carlo VIII re di Francia, aveva invaso il regno, ma davanti alle opposizioni di Spagna, Venezia e Papato, era tornato precipitosamente indietro, lasciando via libera a Ferdinando, il giovane sovrano aragonese. Se allarghiamo un po’ il nostro orizzonte, molte cose erano cambiate nel panorama internazionale: circa quarant’anni prima era finito l’altro impero millenario, quello romano d’Oriente, Costantinopoli era caduta in mano ai turchi, che avanzavano in Grecia e nei Balcani. La Spagna si era unificata e si avviava a diventare una grande potenza con Ferdinando il cattolico, aragonese, e Isabella di Castiglia, quella, per intenderci, delle tre caravelle a Cristoforo Colombo. Ma l’avvenimento più importante e che avrebbe cambiato la storia del mondo e che nessuno al momento non aveva ancora percepito, era proprio quello di Colombo: 4 anni prima, nel 1492, questo ignoto marinaio, con tre piccole navi, era sbarcato nelle Americhe. In Italia si continuava a combattere per il regno del sud. Ferdinando II, detto Ferrandino, morto nel ‘96 non aveva figli, e pertanto fu lo zio Federico, il marito di Isabella del Balzo, a succedere al nipote con il nome di Federico IV di Napoli ed Isabella divenne la Regina consorte. Isabella viveva in Puglia, si trovava nella provincia di Lecce quando apprese che il marito era diventato Re e di conseguenza lei Regina. Da Lecce, perciò, si mise in viaggio per raggiungere il marito che l’aveva convocata a Barletta per incontrarla. Si rifugiò poi nel castello di Bari con i figli e poi attese inutilmente il marito. Ma il re non venne, anzi, dopo quattro mesi, le mandò a dire di raggiungerlo nella capitale. Dovette abbandonare la famiglia, muoversi, sballottata da un paese all'altro, tra mille pericoli a causa della guerra in corso, prima di mettersi in viaggio per la capitale per l’incoronazione. Ma anche a Napoli dovette attendere molto tempo, poiché il re “guerreggiava lontano”, e sembrava che le sorti della guerra volgessero al meglio. Cosi il 16 febbraio del 1498, Federico entrò in Napoli dove trovo finalmente la moglie che lo aspettava in Castelnuovo. La capitale era percorsa da bande di mercenari, violenze e ruberie dappertutto, la popolazione era lacera e affamata, gli edifici distrutti. “ quando Isabella del Balzo nell’ottobre del 1497 entrò in Napoli, Regina, e alcuni mesi dopo, nel febbraio del 1498, potè a lei ricongiungersi il marito re Federico, quelle due anime, sbattute da tante tempeste, forse trepidavano ancora alle immagini dei passati pericoli e nel vago presentimento dei nuovi, che già si disegnavano in lontananza”. Così racconta in “ Storie e leggende napoletane”, Benedetto Croce, che descrive le vicissitudini di questa donna, regina per forza, esaminando un poemetto scritto da un contemporaneo della stesa regina , tal Ruggiero di Pazienza di Nardò, un paese in provincia di Lecce, che fu chiamato “Lo Balzino”. Il suo regno durerà poco, solo cinque anni: è considerata da alcuni storici la regina più sfortunata di ogni tempo. Il marito fu un re che stette sul trono di Napoli senza mai sedersi, per le tante battaglie a cui partecipò. Federico cercò anche, nei limiti del possibile, di mantenere buoni rapporti con tutti, anche con il Papato, retto all’epoca da Alessandro VI, un tal Rodrigo Borgia, che era meglio non inimicarsi. Nel 1498 era Re di Francia Luigi XII, che subito avanzò pretese al trono di Napoli. Si accordò con Ferdinando II di Aragona, cugino di Federico, noto con il nome di Ferdinando il Cattolico, per spartirsi il territorio del regno. Federico, nulla sapendo di questi accordi, si fidò dei cugini spagnoli e aprì loro le fortezze calabresi, pensando che sarebbero arrivati in suo soccorso: ma mai fidarsi dei parenti, perché gli Spagnoli erano d’accordo con i francesi. Federico e le truppe napoletane perciò si trovarono a combattere su due fronti, uno settentrionale contro i francesi che si erano già avvicinati a Napoli da nord, e uno meridionale contro i traditori spagnoli. Ovviamente Federico da solo non poteva farcela, le potenze francesi e spagnole ebbero la meglio. Si ritirò a Ischia, nel castello che aveva già dato prova di essere imprendibile, dove fu raggiunto dalla moglie Isabella e i figli. Nel 1501, non potendo più farcela, Federico pensò di arrendersi, ma non ai parenti spagnoli, egli preferì i francesi, dai quali fu trattato meglio: andò in esilio in Francia dove morì due anni dopo a Tours. Il patto tra Francesi e Spagnoli durò poco, ben presto si scontrarono come i peggiori banditi per la spartizione del bottino; gli spagnoli, comandati da Consalvo di Cordova furono assediati a Barletta, in Puglia. Fu qui, durate l’assedio, che si svolse la famosa disfida poi tramandata nei romanzi risorgimentali. Il 14 maggio 1503, il Gran capitano don Consalvo di Cordova entrò a Napoli e tutto il sud divenne una provincia spagnola. Isabella, ancora a Ischia, fu costretta anche lei all'esilio, insieme ai suoi figli Cesare, Isabella e Giulia e alcuni membri della sua corte si diresse prima a Sabbioneta (1507-1508) dalla sorella Antonia, moglie di Giovan Francesco Gonzaga, e poi a Ferrara, ospite del Duca Alfonso d'Este, dove morirà il 22 maggio 1533. L’erede al trono, Ferrando, fu condotto prigioniero in Spagna e lì sembra fu chiuso in un convento deve non si ebbero più notizie. Cosi finì la dinastia Aragonese di Napoli.







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