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sabato 9 dicembre 2017

Ponti di Napoli

Ponti di Napoli

VOMERO -ARENELLA


Collina del Vomero medievale
Il Vòmero, nato come quartiere nel 1885, si sviluppò, con l’Arenella,   nel secondo dopoguerra, dalla fine degli anni ’50 in poi,  in maniera disordinata:  bisogno di case, cooperative edilizie,  nessun pensiero all’ ambiente, un vero e proprio assalto a un territorio ancora verde per campi coltivati e pascoli.  Si verificò poi un vero e proprio esodo di intere famiglie che, dal centro storico, andarono a popolare, quasi novelli coloni, i nuovi rioni in enormi condomini. Poi vennero  tutti i servizi e le varie attività commerciali, e perciò scuole, banche, negozi, bar, uffici comunali, uffici postali, ospedali ed  altro.
 La collina,   caratterizzata   da forti dislivelli  e  avvallamenti del terreno,  richiese necessarianente la costruzione di moderne  strutture  che spesso rasentano   finestre e  balconi di enormi condomini edificati  sul niente, come ad esempio quello sito all’uscita ( o ingresso) della tangenziale di via Caldieri, dove  la scorsa estate si verificarono  incendi.
Vediamone qualcuno

 

via Cilea
Via Francesco Cilea è una delle arterie principali del quartiere. La via nacque  come prolungamento di via Alessandro Scarlatti, che scendeva giù da S. Martino, e fu progettata come parallela all'antica via del Vomero (oggi via Belvedere), con la quale alla fine si unisce.
PonteVia Cilea
Per superare il dislivello tra la via Scarlatti e la via Cilea, fu  costruzito  un ponte, che, però, comportò l'abbattimento di preesistenti abitazioni e antiche ville.
Sul ponte furono subito costruiti condomini tipici degli anni della speculazione, sproporzionati alla strada, che per questo e per il traffico  veicolare intenso è oggi particolarmente fragile e soggetta a cedimenti. Il ponte passa sopra  via Gino Doria e da quì è raggiungibile attraverso una scala ormai degradata e spesso occupata da personaggi poco raccomandabili.
via Gemito
Via Gemito  prende il nome da Vincenzo Gemito, scultore autodidatta, disegnatore, orafo, nato a Napoli nel 1852 e morto nella stessa città nel 1929.
Inizia dopo piazza Quattro Giornate, dall'angolo con via Ribera e va ad incrociarsi con via Cilea. Data la naturale conformazione del terreno, via Cilea  è più alta rispetto a tutta l'area compresa tra le vie Fracanzano, Solimena, Doria e Ribera.
Da via Cilea infatti per raggiungere  dette vie si devono utilizzare scale o ripide discese come  via F.P. Tosti.        
Tutti i fabbricati di questa zona sono più bassi rispetto a quelli di via Cilea perchè costruiti prima del prolungamento con via Scarlatti nel 1958, assecondando l'andamento del terreno.
Per superare questo dislivello e prolungare la via Gemito alla via Cilea, fu costruito il piccolo ponte che oggi  passa davanti alle finestre di quei condomini.
via Fiore
Via Mario Fiore è la strada che collega la piazza Bernini con la piazza Medaglie d’oro. La posizione di quest’ultima piazza è  molto più bassa rispetto alla piazza Bernini e soprattutto alla piazza che io considero  la principale del quartiere, cioè la Vanvitelli ( nella foto).
Nei primi anni del ‘900, tra la piazza Bernini e la via M. Fiore c’ era  un muro che saliva da via Conte della Cerra. Nel 1958, il muro fu abbattutto, la piazza Bernini assunse l’aspetto di una vera piazza e fu costruito il ponte che superava il dislivello con via Fiore e che si affaccia su via Conte della Cerra.

via   Castellino
Via Castellino
Ci trasferiamo ora nel quartiere Arenella, confinante con quello del Vomero. L’Arenella fu chiamato così per gli stessi motivi di cui abbiamo parlato dell’ Arenaccia (v. ponte di Casanova), cioè   a causa  di detriti arenosi provenienti dalla collina dei Camaldoli, portati dall'acqua piovana, e che si depositavano nella zona.
In quei  luoghi, in passato, tra boschi e campi, c’erano poche ville nobiliari sorte dal XVII secolo in poi, come dimore di villeggiatura di aristocratici, e un piccolissimo villaggio al quale si accedeva attraverso ripidi sentieri.
 Una di queste ville era stata costruita da chi diede poi il nome alla collina:   fu Giuseppe Donzelli un aristocratico napoletano vissuto all’epoca della rivolta di Masaniello, nel 1647, alla quale peraltro partecipò. Egli si occupò attivamente di “ medicamenti e  arti salutari”, nel giardino della villa fece piantare numerose piante medicinali per  scoprire nuovi rimedi curativi. e scrisse  Teatro farmaceutico, dogmatico, e spagirico del Dottore Giuseppe Donzelli, Napoletano, Barone di Digliola, pubblicato nel 1681 a Venezia.
Dal barone Donzelli si arrivò a Monte/Donzelli, l’antica strada,  parallela oggi a quella  più moderna  intitolata al Medico Pietro Castellino.
Fu negli anni ’20 del XX secolo che iniziò l’urbanizzazione dell’Arenella e anche la costruzione della zona ospedaliera sull’ area più alta.  A causa delle ripide pendenze e allo scopo di unire strade e  dislivelli, nello stesso periodo fu costruito il Ponte ( nella foto), lungo  circa 30  metri, che supera la via Castellino.
 Oggi l’Arenella è un quartiere densamente popolato.  Il ponte, negli anni, si è procurato una cattiva fama, perchè luogo di una lunga catena di suicidi.















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