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giovedì 11 agosto 2016

Margherita d'Angiò-Durazzo




                                              Margherita d'Angiò- Durazzo


Creato nel 1140, voluto e desiderato, conquistato, posseduto e perduto da tante dinastie regnanti, nato in Sicilia, crebbe con i territori peninsulari del sud: era il Reame di Napoli e di Sicilia.
Nel 1282, regnanti gli Angioini, perse un pezzo, la Sicilia, pure desiderata e conquistata da molti, autonoma per circa due secoli.
Gli Angiò si erano allargati troppo dal 1266: avevano sì perso la Sicilia, ma avevano Napoli e Ie regioni peninsulari, avevano preso l'Ungheria e l'Albania, con Durazzo, senza contare la terra d'origine, la Provenza e mezzo Piemonte, e la parentela con il re di Francia. Il quadro politico ed economico del regno si presentava piuttosto movimentato e fosco già con re Roberto, detto il Saggio; chissà poi perchè aveva questa nomea.
Gli Angiò, infatti, non smentivano la loro fama di crudeli e sanguinari trasmessa da Carlo I, pronti a uccidere tutti quelli che potevano dar loro fastidio, indifferentemente dal fatto se erano genitori, figli, zie e zii, cugini, mogli o mariti, anche se si recavano regolarmante in Chiesa, che costruirono a più non posso, e ossequiavano il Papa di turno.
Margherita,
 Statua del mausoleo nella Cattedrale di Salerno
Guerre continue come unico mezzo di risoluzione di discordie, violenze di ogni genere nella capitale e fuori, pretendenti al trono legittimi e illegittimi, congiure e veleni, ministri traditori e corrotti e amanti infedeli o complici, Sedili ( erano quelli che oggi chiamiamo Consigli di quartiere) in guerra tra loro per il predominio in città, rivolte, assassinii, papi e antipapi.
E la colpa, secondo una storiografia tradizionale misogina, oggi superata, era attribuita alle donne che governarono il regno in quel periodo: dal 1343, alla morte di Roberto “ nel regno di Napoli, la presenza di regine per diritto di nascita nel XIV e XV secolo – Giovanna I e Giovanna II d'Angiò – per molto tempo è stata considerata come foriera di guai e sinonimo di governo arbitrario e di instabilità politica “ ( C.Casanova in “ Regine per caso, ed. Laterza,2014) .
Aggiungiamo anche eventi naturali come terremoti, eruzioni del Vesuvio, carestie e epidemie come la grande peste del 1348 e il quadro diventa completo.
Giovanna I fu assassinata dal nipote Carlo di Durazzo, che aveva allevato come un figlio e aveva nominato erede al trono, che si proclamò re di Napoli: la sorella della moglie, anche lei nipote della regina,fatta morire in prigione nel castel dell'Ovo. Guerre lunghe e difficili contro I cugini d'oltralpe, i francesi di Luigi d'Angiò e, chi la fa l'aspetti, morte violenta di Carlo in Ungheria nel 1386, a seguito di una congiura contro di lui. L' intermezzo maschile era durato poco, solo 4 anni,e non era servito a dare stabilità al Regno. Giunse il momento, alla morte di re Carlo, di un'altra donna, rimasta fino ad allora abbastanza appartata e ignorata, Margherita d'Angiò-Durazzo.
MARGHERITA era nata nel 1348 in Provenza, da Maria d’Angiò, sorella della regina Giovanna I, e Carlo d’Angiò Durazzo,( non ci si meravigli, I nomi degli Angiò erano quasi sempre gli stassi e se li trasmettevano di padre in figlio). era l'ultima nata della coppia, che aveva generato altre tre femmine Giovanna, Agnese e Clemenza. Regnava allora la giovane zia Giovanna I, di 21 anni, essendo nata nel 1327. Margherita, il 24 genn. 1370, a Napoli, in Castel Capuano, sposò il cugino Carlo d’Angiò Durazzo, educato prima a Napoli dalla zia Regina e poi alla Corte angioina-ungherese dal 1364, Duca di Croazia e Dalmazia. La coppia risiedette a Zara, dove nacquero Giovanna e poi Maria. Nel maggio 1376 rientrarono a Napoli, dove il 15 febbr. 1377 nacque il figlio Ladislao. Mentre Carlo era tornato in Ungheria, Margherita visse a Napoli presso la corte e, con la rinuncia, volontaria o forse forzata, al trono da parte delle sorelle maggiori, dal 1368 , fu l’aspirante al trono con maggiori prospettive poichè la regina, non aveva figli e aveva pensato al nipote Carlo come suo erede. Ma la pace e la tranquillità familiare durava poco all'epoca, e malgrado fosse stato nominato erede al trono, Carlo, sobillato dal re di Ungheria, si diede da fare contro la zia Regina, accusandola di ogni possibile nefandezza, sostenuto anche dal papa Urbano VI, nemico di Giovanna; si preparò, nel 1379, alla invasione dei territori napoletani. Il voltafaccia non piacque e al suo posto, fu nominato erede al trono di Napoli il francese Luigi d'Angiò. Questa situazione rese difficile la posizione a Napoli di Margherita che temeva di divenire ostaggio della regina contro il suo stesso marito. A giugno 1380 quindi riuscì a fuggire da Napoli con I figli, e si rifugiò nel castello di Morcone nel Sannio in attesa del marito.
Carlo incoronato re Carlo III dal papa romano, il 2 giugno entrò nel regno, si scontrò con le truppe i napoletane e dopo averle sconfitte, nel luglio 1381, entrò a Napoli e mise sotto assedio Castel nuovo, dove la regina si era rifugiata e resistette a lungo. Ma dovette arrendersi. Giovanna fu quindi imprigionata prima a Nocera, fino a marzo del 1382, poi fu trasferita nella lontana fortezza di Muro lucano, dove, il 12 maggio 1382, fu raggiunta dai sicari del nipote-re e assassinata. Aveva 55 anni. 
In quegli anni Margherita rimase lontana dalle vicende politiche comportandosi come regina consorte, assumendo la reggenza temporanea in assenza del marito impegnato in continue guerre. Come tale seppe assumere decisioni importanti per reperire le risorse finanziarie per le spese militari, come ad esempio imposizizione di nuove tasse e altre misure che divennero sempre più impopolari , allestì poi una flotta di 12 galee e organizzò nei mesi successivi diverse campagne per reprimere i partigiani degli Angioini francesi, seguaci del pretendente al trono, Luigi. In questo marasma ci si mettavano anche I Papi, da una parte un Antipapa ad Avignone, dall'altra un Papa romano, entrambi pensavano al Regno come un loro feudo e quindi di poter fare e disfare Re e Regine. Ora l'atteggiamneto del papa romano era mutato,non andava più bene quello che facevano a Napoli, e favoriva ora il francese Luigi. Quando poi giunse nel 1386 la notizia della morte del re Carlo avvenuta in Ungheria, il clima cambiò ancora, nonostante che Margherita come Reggente avesse cercato inizialmente di tenere nascosta la morte di Carlo. La situazione nel Regno e nella capitale si era fatta difficile e insostenubile,perché soprattutto da parte dei partigiani del papa, si organizzavano tumulti contro nuovi aumenti di tasse e dazi, e i Seggi della città cercavano di ottenere maggiore autonomia e il diritto di essere consultati per l’imposizione di tasse. Nelle province imperversavano le milizia francesi di Luigi d'Angiò, era il figlio, il secondo di questo nome, la nobiltà parteggiava ora per uno ora per l'altro cercando di trarne più vantaggi personali possibili.
Nel 1387 arrivò a Napoli anche Ottone di Brunswick (il vedovo di Giovanna I), che sbarcò con un contingente militare angioino favorevole a Luigi: sotto la pressione dei partigiani angioini a Napoli, gli furono aperte le porte della città mentre le milizie di Margherita riuscirono a conservare i quattro importanti castelli strategici della città: Castelnuovo, Castel dell’Ovo dove si era ritirata con I figli, Castel Sant’Elmo e Castel Capuano. il papa Urbano moriva e al suo posto veniva eletto Bonifacio che invece incoronò il piccolo Ladislao. Rex Hungarie, Ierusalem et Sicilie, e Margherita assunse formalmente la reggenza del regno. A luglio 1387, Margherita. con i figli si imbarcò per Gaeta, ancora fedele a lei e a Ladislao, residenza più sicura di Castel dell’Ovo, dove cercò di organizzare la resistenza e allargare la cerchia dei sostenitori suoi e di Ladislao soprattutto tra le importanti famiglie nobili del Regno, e di approntare un esercito che avrebbe dovuto riprendere Napoli. Nella capitale si era sistemato Luigi II di Angiò a Castel S.Elmo, con il suo esercito, mentre l'esercito durazzesco, al comando di capitani di ventura come Giovanni Acuto, devastarono il circondario e tentavano di prendere la città per fame.
Cosi si andava avanti tra alti e bassi, tra tradimenti, alleanze e voltafaccia, con difficoltà di reperire soldi per pagare i mercenari, e anche semplicemente per mangiare, ma Margherita, aiutata dal legato pontificio cardinale Acciaioli che aveva incoronato Ladislao, nel 1389, pensarono che il ragazzino ( 12 anni) doveva trovare una moglie ricca con una buona dote. Seguiamo il racconto di A.Summonte: “ si volle in quel periodo che alcuni mercanti tornando dalla Sicilia narrarono delle grandezze e ricchezze di Manfredi di Chiaromonte e della bellezza della figlia Costanza e la Regina ( Margherita) allora stabilì di concludere il matrimonio tra il figlio e la figlia di Manfredi ..”. Si stipulò quindi il contratto di matrimonio tra Ladislao e Costanza figlia di Manfredi, potente conte di Modica e signore di Palermo. Il matrimonio, concluso formalmente il 15 agosto 1390, doveva assicurare a Margherita e ai suoi figli, il sostegno economico della famiglia Chiaramonte. La situazione militare era ancora critica, e costrinse Margherita a concedere ai suoi seguaci e ad altri che si aggregarono, ricche rendite e beni demaniali in feudo o in pegno, in cambio di prestiti o sostegno militare. La reggente consigliata anche dall'Acciaroli, cercò anche di legare più strettamente agli affari del governo i rappresentanti delle città, specialmente di Gaeta, e diversi cittadini furono accolti nel Consiglio di reggenza e gli fu accordato il diritto di consultazione per l’imposizione di nuove tasse e dazi. Margherita trovò anche il tempo di occuparsi di riformare in parte l'amministrazione del Regno creando nelle singole province un ufficio del vicegerens con poteri straordinari. Ma era già tempo di cedere il governo al Re, ormai aveva 16 anni poteva essere dichiarato maggiorenne: “ ….nel luglio del 1393, ….., la regina Margherita stabiliva di cedergli l'effettivo comando, si ritirava dal suo posto di reggente, sin allora tenuto con tanto accorgimento e tanta forza d'animo, e lanciava questo giovinetto sedicenne nel teatro della lotta.....” ( A.Cutolo, Re Ladislao d'Angiò Durazzo, Ediz. Berisio, 1969).
Ladislao d'Angiò-Durazzo
Non era finita per Margherita, che non solo assumeva la reggenza quando il figlio era lontano dal Regno, ma, nella scia della mentalità angioina, si era appropriata delle proprietà e dei feudi della sorella Giovanna, lasciata a marcire da 13 anni in Castel dell'Ovo e morta lì, proprio allora: così la “brava” sorella si prese il Regno di Albania che si trovava, anche se solo nominalmente, sotto la sovranità angioina, il ducato di Durazzo, l' Honor Montis Sancti Angeli( Feudo di Monte S.Angelo sul Gargano), e I feudi in Puglia (Monte Sant’Angelo, Gravina, Barletta, Bitonto, Monopoli, Brindisi, che nell’ottobre 1406 cambiò con Stigliano e Palazzo San Gervasio), in Basilicata (Venosa) e nel Principato (Salerno e Nocera). Non se la passò tanto male, erano tutti possedimenti e titoli che portavano non solo onori, ma soprattutto soldi. Margherita andò a risiedere a Salerno, dove disponeva di una propria Corte. Morì, sembra di peste, il 6 agosto 1412, ad Acqua della Mela vicino a Sanseverino di Salerno. Aveva 64 anni.
Al contrario della zia Giovanna, diventata regina giovanissima, senza marito o figli nè persone di cui fidarsi, soggetta a critiche e scandali veri o presunti e a ministri e favoriti, Margherita appare invece come una donna forte, dotata di intelligenza politica e forza di volontà nel difendere il Regno e soprattutto I figli Ladislao e Giovanna, ed è l'esempio che smentisce quella tradizione storica misogina di cui accennavo all'inizio di questo racconto. Il Regno, anche con Ladislao, che fu un grande guerriero e conquistò mezza Italia, rimase comunque oggetto di desiderio di tanti e teatro di instabilità e di scontri, fino all'ìarrivo di Alfonso di Aragona, nel 1440. 









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